


Foto dell'Archivio dell'A.P.T.
Della Provincia di LATINA
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Cisterna
Situata lungo la via Appia e la ferrovia Roma-Napoli, Cisterna sorge al centro della pianura pontina, a metà strada tra il mare e la collina. Il centro urbano non presenta geometrie rispetto alle piazze, le sue strade sono asimmetriche e non in asse con l’Appia che taglia a metà la città, prettamente agricola e commerciale. In questi ultimi anni ha diversificato la sua economia, ha sviluppato: il settore orto-frutticolo, le culture floro-vivaistiche, la produzione latteo-casearia e soprattutto, ha favorito l’insediamento di molte industrie, alcune anche di notevoli proporzioni.
L’immenso sviluppo industriale e di conseguenza la notevole richiesta di manodopera, hanno fatto registrare, intorno agli anni ‘70, un notevole flusso di immigrazione sia dalle zone limitrofe, sia da Paesi extracomunitari.
Sulle sue origini non vi sono documenti attendibili.
Gli storici pensano che sia sorta come agglomerato urbano intorno alle Tres Trabernae, le tre osterie della stazione di posta, una delle tante istituite lungo la via Appia, situata, per il cambio dei cavalli prima della palude pontina.
Con questa denominazione viene ricordata negli Atti degli Apostoli, quando vi sostò San Paolo nel suo viaggio verso Roma. Non se ne avranno più notizie fino all’868, quando appare il nome di Cisterna per ricordare la prima delle quattro distruzioni totali subite dalla città.
La prima, dell’868, per mano dei Saraceni; la seconda, nel 1162, fu compiuta dalle orde di Federico Barbarossa; la terza, nel 1328, ebbe luogo per mano di Ludovico il Bavaro; la quarta, infine, a seguito dei combattimenti che ebbero luogo nel 1944, tra gli Anglo-Americani e i Tedeschi, dopo lo sbarco di Anzio, quando, venutasi a trovare sulla direttrice di marcia delle truppe americane dirette a Roma e strenuamente difesa dai Tedeschi, fu fatta evacuare e completamente rasa al suolo.
Nell’arco di questi anni Cisterna fu possedimento dei Frangipane, dei Colonna, degli Annibaldi, dei Conti di Ceccano, finché, nel 1300, Pietro Caetani, dopo aver acquistato Sermoneta, Ninfa, Bassiano e una parte di Norma, otteneva l’investitura di diritto del feudo.
A Cisterna la famiglia Caetani fece costruire il Palazzo Baronale e vi costituì la direzione e l’amministrazione di tutto il feudo.
La grande rinascita di Cisterna ebbe luogo comunque in concomitanza della Bonifica della palude pontina.
Ricostruita dopo la guerra sull’antico assetto urbano, sono stati salvati alcuni edifici storici.
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