
Foto dell'Archivio dell'A.P.T.
Della Provincia di LATINA
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Norma
Arroccata su una roccia che precipita a strapiombo verso la pianura pontina, che domina interamente, Norma è diventata oggi, per la sua posizione e per la presenza costante di correnti ascensionali, la capitale del parapendio.
La possente e, a tratti, ben conservata cinta muraria (2,5 Km di mura megalitiche), rivela la sua origine pelagica.
La copiosità e l’imponenza dei resti che portano ancora i segni delle lotte e degli scontri, denotano chiaramente la presenza dei Volsci, degli Etruschi e dei Romani, che hanno fondato, colonizzato e dominato questa Città.
Nel medioevo, con l’avvento del potere temporale dei Papi, fu feudo della Chiesa, dei Frangipane, dei Colonna e degli Orsini e nel 1297 della famiglia dei Caetani, che, dopo il saccheggio del brigante Marco Sciarra, avvenuto nel 1592, vendette il borgo di Ninfa, il castello di Norma e tutti i territori limitrofi ai Borghese, che ne detennero il possesso fino alla costituzione del Regno d’Italia.
Ai piedi della rave (rupe) di Norma, vi è uno dei luoghi più belli e suggestivi del mondo: l’Oasi di Ninfa. Il ricordo di una piccola città medioevale distrutta alla fine del XIV sec. dal Barbarossa, che oggi rivive grazie all’opera di Roffredo Castani, che seppe trasformare le rovine di questo piccolo borgo in uno splendido e suggestivo giardino, ricco di una vasta varietà di piante.
Oltre ai numerosi resti archeologici, Norma annovera un Museo archeologico virtuale, il Museo del cioccolato, unico esempio in Italia, la Chiesa della SS. Annunziata, la cappella della Madonna del Rifugio (santuario mariano dal 1967) e l’Abbazia cistercense di Valvisciolo, per molti anni sede dei templari.
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