


Foto dell'Archivio dell'A.P.T.
Della Provincia di LATINA
|
Pontinia
Il territorio della Pianura Pontina è stato recuperato integralmente solo al termine della grande bonifica degli anni ‘30.
L’area è quasi priva di una tradizione locale organica, mentre è interessata, piuttosto, da forti integrazioni culturali e sociali, dovute alla necessità di far coesistere gli abitanti, autori della bonifica, provenienti da tutta Italia.
Pontinia è stata fondata il 19 dicembre 1934 e inaugurata il 18 dicembre 1935. Il terzo comune fondato nel territorio delle paludi bonificate, dopo Littoria (1932) e Sabaudia (1933), è stato progettato dagli Uffici tecnici dell’Opera Nazionale per i Combattenti quale «vasto e saldo centro rurale».
Pochi anni dopo, la guerra sconvolse l'area pontina: le operazioni belliche allagarono gran parte del territorio comunale e distrussero diverse case coloniche. Con la caduta del fascismo e la proclamazione della Repubblica, fu tolta dallo stemma una grande M, che stava per Mussolini, formata da due fasci littori.
L'ordine era quello di fondare una città con una struttura contadina e quindi priva di particolari decorazioni ed abbellimenti, con edifici semplici e funzionali. La città venne sviluppata seguendo un progetto molto semplice: il Palazzo del Municipio doveva sorgere nella piazza principale, a forma quadrata, mentre gli altri edifici da costruire erano la Chiesa, le scuole, la Caserma dei Reali Carabinieri, il cinema, gli alberghi, la torre dell'acquedotto e naturalmente la Casa del Fascio. Oggi la città si è notevolmente ampliata: le nuove costruzioni hanno collegato il centro abitato con il vicino borgo Pasubio.
|
 |
|